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Fabbri su intesa Ue-Cina
Prato 5 settembre - “L’accordo non ci soddisfa ma a questo punto, nell’interesse di migliaia di produttori di tessile e abbigliamento italiani, il Governo deve ottenere subito dall’U.e. una regolamentazione del Made In per impedire che capi fatti in Cina come quelli appena sbloccati alle frontiere vengano “spacciati” per prodotti italiani”.
E’ questo il commento del Presidente di CNA Federmoda Roberto Fabbri, alla notizia dell’accordo raggiunto ieri a Pechino tra il Commissario al Commercio europeo Mandelson e il Ministro cinese Bo Xilai; accordo attraverso il quale sarà data via libera ai milioni di capi fermi da settimane alle dogane a seguito della reintroduzione delle quote decisa il 10 giugno scorso.
“Gli eventi degli ultimi giorni confermano il peso politico che hanno i Paesi nord europei e la grande distribuzione nel processo decisionale delle istituzioni comunitarie. Nel loro interesse è stato infatti messo a punto quest’ultimo escamotage – accolto dal Governo - che rappresenta un ulteriore colpo di grazia a danno delle aziende e dei produttori tessili italiani. Ora – conclude Fabbri - introdurre l’etichettatura di origine per i prodotti importati all’interno dell’U.e. diventa, oggi più che mai, un atto dovuto da parte delle istituzioni europee”.










