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Macchine, fatturato 2004 in calo del 9%
Prato 15 aprile - Flessione di 9 punti rispetto al 2003: così chiude il fatturato 2004 delle aziende italiane costruttrici di macchine tessili, che scende a quota 2.900 milioni di euro. I vertici dell’Acimit, l’associazione di categoria, prospettano tuttavia nel medio termine un’inversione del trend, grazie soprattutto alla domanda dei Paesi asiatici.
L’Asia ha assorbito nel 2004 il 40% dell’export totale italiano, con segnali positivi principalmente da India, Iran e Pakistan, dove le vendite sono cresciute rispettivamente del 21%, 48% e 95%. La Cina resta la principale destinazione del meccanotessile italiano (311 milioni di euro il valore delle macchine esportate); al secondo posto, la Turchia, dove le esportazioni delle nostre aziende hanno raggiunto quota 294 milioni di euro.
Malgrado questi numeri, l’export totale ha conosciuto una flessione dell’8%, scendendo a 2.204 milioni di euro. Più sensibili le perdite sul mercato nazionale: -13% il dato, che porta il giro d’affari a un valore di 697 milioni di euro.
La causa della contrazione è da ricercare nella crisi internazionale e non di meno nella forza dell’euro che ostacola l’offerta italiana sui mercati dove il dollaro statunitense permane la valuta di riferimento per la stipula dei contratti.
“A medio termine le vendite di macchinari italiani sui mercati esteri potrebbero invertire il trend – precisa una nota ufficiale dell’Acimit –. La crescita del nostro export nel 2004 in alcuni Paesi asiatici, come India, Pakistan e Bangladesh, dimostra come la preoccupazione delle locali industrie tessili nei confronti del loro più temibile concorrente, la Cina, abbia accelerato il processo di ammodernamento degli impianti esistenti”.










