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Prato Export
Arrivano segnali positivi dalle esportazioni del tessile, che rivede la luce dopo 5 semestri assolutamente bui. E' quanto emerge dalle anticipazioni di una ricerca ancora in corso di Asel, Agenzia di servizi per le economie locali, sulla congiuntura del tessile e che presenta dati in controtendenza rispetto al passato. Un segno di vitalità del settore all' interno del quadro sull'andamento delle esportazioni del distretto che è stato illustrato dal presidente della provincia Massimo Logli, il vicepresidente Piero Canugi, responsabile scientifico dell'area economica di Asel, dal professor Giorgio Gozzi, docente di statistica all'università di Parma con il presidente di Asel, Roberto Pagliocca.Un segnale di ripresa, dunque, che senza tralasciare le dovute cautele indica il cambiamento della linea di tendenza, che ha caratterizzato gli ultimi 5-6 trimestri precedenti. Un modesto ma comunque significativo aumento nel settore tessuti e filati, le cui esportazioni su base provinciale aumentano dell' 1,27%; un più sostanzioso 6,6% per il meccanico ( un dato più che confortante considerati gli 8 trimestri in cui il settore è arretrato con numeri a due cifre) e un abbondantemente elevato 19% per l'abbigliamento, che registra un vero e proprio exploit.
Certo, l'inversione dell'andamento delle importazioni non è stato sufficiente a fare invertire i dati generali del 2006 che si è concluso con un -3% su base annua. Il fatturato del tessile è ai livelli del 1996. Ma i dati ci aiutano anche a capire meglio le difficoltà degli ultimi anni attraveso l'analisi di un altro punto fondamentale evidenziato dal quadro complessivo: Piero Canugi parla di "un mutamento profondo e strutturale dei flussi commerciali del tessile pratese". E' la Germania e non solo la Cina il corno del problema. Le esportazioni tessili in Germania, che resta il primo mercato per Prato, dal 2000 al 2006 hanno registrato un vero e proprio dimezzamento passando da 572 a 279 milioni di euro. Cresce invece l'importanza del mercato spagnolo e di quello russo mentre diminuisce quello del Nord America.
Ma il colpo di coda positivo del 2006, supportato dall'ipotizzata tenuta del quadro e di questo andamento anche per il primo trimestre 2007, fatta dall'Asel pur con la necessaria cautela, evidenzia la vitalità del distretto, che pur nelle difficoltà continua a fare la sua parte.










