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Pitti immagine Uomo
Prato 24 giugno - Si è aperta la 68esima edizione di Pitti Immagine Uomo che presenta le collezioni primavera/estate 2006. 634 le aziende presenti, 807 marchi dei quali 288 (35.6% del totale) esteri 75 i nomi nuovi e i rientri di questa edizione, tra i quali segnaliamo: Aristolasia, Barrel, Belfe, Canal Club, Canterbury of New Zealand, Earl Jean, Emmy Collins London, Gentry Portofino, Globe – Trotter, Guy Rover, Hvana, Kato, Il Busseto, Indigo Eccentric by Pepe Jeans, Krizia Uomo, Lost Wild Angels, Lotto Designer Cut, Meeting Destroyed, Osgood, Permanent Vacation, Red Wing, Riverwoods, Rock & Republic, Ryutso, Solleone Capri, Sperry Top-Sider, Swiss-Chriss, Tardini, Trans-Parents, Voile Blanche.
Pitti Immagine Uomo è la rassegna di moda maschile che apre ogni anno la stagione degli eventi di moda in Europa e nel mondo. Progetto e ricerca, la manifestazione presenta una proposta trasversale che riflette la dinamicità del settore e propone una selezione sempre rinnovata di collezioni di fascia alta, con un forte contenuto di immagine e di prodotto, dal classico, all’informale, all’avanguardia. Pitti Immagine Uomo è diventata sempre di più anche il contesto e l’occasione per l’anteprima mondiale di nuove collezioni, e per realizzare allestimenti e progetti che scelgono nuove e speciali modalità di presentazione.
Tra le anteprime assolute di questa edizione, da segnalare le nuove linee di due dei più grandi stilisti della moda contemporanea: il progetto Raf by Raf Simons presentato da Futurenet, con il quale il designer belga ripropone i segni caratteristici che hanno fatto lo stile Simons, ma in una versione nuova e moderna; Yohji Yamamoto presenta la collezione sartoriale Y, ideata secondo i criteri rigorosi della tradizione e una produzione tutta made in Italy. E due progetti legati alla nautica: Riva, collezione di abbigliamento, accessori e oggetti ispirati a uno dei più noti marchi di nautica del mondo; la nuova collezione ufficiale della 32nd America’s Cup, realizzata da Murphy&Nye, che incarna lo spirito della celebre competizione velistica internazionale.
Nel 2004, il settore dell’abbigliamento esterno maschile Made in Italy (tutto il vestiario in tessuto, la maglieria esterna, le confezioni in pelle, la camiceria e le cravatte) ha continuato, per il terzo anno consecutivo, a perdere terreno (-3,6%). Il valore dell’output settoriale, infatti, è sceso verso la soglia dei 7 miliardi. Il contributo più rilevante alla determinazione di questo risultato è venuto dal commercio con l’estero, dove si è assistito ad una forte espansione delle importazioni (+7,4%) in un contesto in cui le esportazioni hanno continuato a perdere terreno (-1,4%). Sul mercato interno, il 2004, viene archiviato con una crescita della spesa (misurata a prezzi correnti) per consumi dello 0,8%.
Sul fronte delle esportazioni lo scorso anno si è caratterizzato per risultati complessivamente deludenti. Al netto dei flussi diretti in Svizzera (molto rilevanti, ma frutto prevalentemente di scambi all’interno dell’industria) infatti, sia i maggiori mercati UE sia le più importanti piazze extra-europee hanno ridotto il valore degli acquisti di menswear Made in Italy.
In ambito UE, fra i tradizionali sbocchi commerciali italiani, solo i mercati francese (+2,2%), terzo paese cliente, e spagnolo (+9,7% e sesto paese cliente) hanno incrementato le importazioni dall’Italia, mentre sia Regno Unito (-2,2%) che, soprattutto, Germania (-13,5%) hanno fatto registrare riduzioni.










