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Made in Italy
Due nuovi marchi – “Integralmente italiano” e “Qualità Italia” – e norme per la concessione, l’etichettatura dei prodotti, sanzioni e promozione.
In sintesi, sono queste le maggiori novità contenute nella Proposta di Legge recentemente licenziata dalla Decima Commissione Attività Produttive della Camera e presentate oggi al Convegno nazionale sul “Made in Italy” organizzato da CNA E CONFARTIGIANATO con il contributo della CdC che ha raccolto intorno a un tavolo i massimi esponenti politici ed economici impegnati a livello regionale, nazionale e provinciale sugli interventi a sostegno del sistema moda: dalla valorizzazione dei prodotti italiani alla lotta alla contraffazione, dalla tracciabilità dei prodotti alle politiche di sostegno per il tessile.-abbigliamento-calzaturiero.
In particolare, come sottolineato dall’on. ANDREA LULLI, membro della Commissione e sostenitore della legge, “la proposta mette radici sulle esigenze emerse proprio dai tavoli di confronto pratesi e potrà rappresentare una base importante per emendare i capitoli della Finanziaria 2004 in cui il Governo ha mostrato un’apertura verso i problemi del sistema moda stanziando 125 milioni di euro per tutelare le produzioni nazionali dei distretti industriali”.
Alla proposta di legge, del resto, guardano con grande attenzione sia l’Unione Industriale – presente al convegno con Rolando Pasquetti - sia la Regione Toscana che attraverso MARCO ROMAGNOLI fa sapere “il progetto di tracciabilità abbinato al Made In Italy è un elemento fondamentale per risolvere i nodi strutturali che riguardano le pmi a patto che si risolvano le controversie interne tra confezionisti e produttori”.
Di fatto, è opinione del Presidente Nazionale di Federmoda/Cna, LUIGI ROSSI, “senza una tutela europea e nazionale, non c’è futuro per il comparto manifatturiero colpito sia dalla crisi dei consumi che dalla concorrenza sleale dei paesi terzi.
Per questo, al Ministro Temonti non chiediamo dazi ma provvedimenti concreti e immediati come la circolare che consenta di trasformare da codice verde a codice rosso il livello dei controlli alle dogane delle merci provenienti da paesi a rischio come la Cina”.
Se è vero che in un prodotto c’è tutto il livello della civiltà che lo ha realizzato – materiali, fibre, colori, chimica ma anche tutela degli uomini e dei lavoratori – il tema è particolarmente sentito dalle organizzazioni di categoria visto che, ha sottolineato il presidente della Cna pratese ANSELMO POTENZA, “non si tratta di tutelare solo le nostre imprese e la nostra economia ma anche i consumatori.
Non avrei mai pensato che si potesse morire per i vestiti che indossiamo e invece le cronache di questi giorni ci hanno raccontato il primo caso di decesso dovuto ad un cortocircuito innescato da una scintilla partita da una tuta in acetato.
Per questo la politica del marchio sostenuta dai nostri parlamentari è un passo avanti ma va affiancata da altri interventi come il blocco alle frontiere europee delle merci prive di una certificazione di prodotto e di processo o i provvedimenti promessi dal Governo per accompagnare alle dismissioni le imprese che vogliono chiudere o gli imprenditori vicini al pensionamento. In caso contrario, la legge sul Made In rischia di arrivare quando il nostro settore sarà già fuori mercato”.
Anche per il Presidente di Confartigianato GIOVANNI NENCIARINI, “con un marchio europeo non si cambia niente ma d’altro canto anche un Made In assegnato a chi produce fuori i capi e poi si limita a metterci l’etichetta italiana non è la soluzione del problema.
Se è vero che non dobbiamo erigere barriere o muri altrettanto vero è che bisogna imporre all’estero il valore, la creatività, la qualità e il know-how delle nostre aziende e ci auguriamo che il Governo mantenga le promesse con politiche di sostegno adeguate che noi difenderemo con forza ad ogni livello”.
Infine, come sostenuto dal Presidente della CdC, LUCA RINFRESCHI, “se il marchio europeo non tutelerebbe le nostre lavorazioni, esistono delle alternative percorribili nell’etichettatura come il doppio marchio U.e./Italy. Il tutto, a patto che questo vada di pari passo con il progetto sulla tracciabilità che resta l’unica in grado di localizzare con certezza l’origine dei prodotti e la loro provenienza da imprese etiche”.
Hanno partecipato al convegno, moderato dal giornalista Guido Parigi :
- On. Andrea LULLI (Parlamentare area pratese)
- Luigi ROSSI (Presid. Nazionale Federmoda CNA)
- Marco ROMAGNOLI (Responsabile dipartimento economico Regione Toscana)
- Giovanni NENCIARINI (Presidente Confartigianato Prato)
- Anselmo POTENZA (Presidente Cna Prato)
- Luca RINFRESCHI (Presidente Camera di Commercio Prato)
- Rolando PASQUETTI (Unione Industriale Pratese)
- Fabio GIOVAGNOLI (Assessore provinciale alle attività produttive)
- Roberto ROSATI (Assessore comunale allo Sviluppo Economico)
- Riccardo RAMI (Designer)
Rappresentanti sindacali










