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Il Marchio ecologico nazionale
Il marchio ecologico nazionale è per disposizione del legislatore complementare al sistema comunitario. La funzione di gestione è attribuita al comitato per l’Ecolabel e l’Ecoaudit senza oneri aggiuntivi da parte del bilancio dello Stato”.
Le principali considerazioni che hanno motivato l’istituzione di questo ulteriore strumento volontario, che si affianca all’Ecolabel e ad EMAS, sono legate a due tipi di esigenze:
- rafforzare ed integrare il quadro degli strumenti volontari miranti a conseguire una politica industriale attenta alle esigenza di tutela dell’ambiente e delle risorse e capace di fare, di tale necessità, una opportunità di sviluppo ed innovazione tecnologica;
- rendere tali strumenti più adeguati alle caratteristiche peculiari del sistema produttivo e del sistema ambientale e territoriale del nostro paese.
Una prima considerazione riguarda la necessità di migliorare l’attenzione di tutti i soggetti interessati verso una politica di prodotto e di consumo mirata ad ottenere prodotti migliori, con un minore impatto sull’ambiente e un migliore modello di consumi. A tale proposito, così come già avviene in altri paesi della Ue, si ritiene utile integrare uno strumento come l’Ecolabel con un altro marchio che, più attento alle esigenze del sistema produttivo italiano, possa ampliare il campo di azione e rafforzare l’intero sistema.
Infatti è utile una maggiore attenzione per una politica sui prodotti di interesse nazionale, sia per quelli per cui non vi sono criteri definiti a livello europeo, sia per quelli dove, pur essendoci dei criteri europei, per le caratteristiche intrinseche del prodotto e per le difficoltà applicative dei criteri, vi è scarso interesse per l’ottenimento del marchio europeo.
Va infatti, sottolineata la necessità di tener conto di alcuni importanti temi di politica ambientale che sono al centro dell’attenzione del Paese (tema dei rifiuti, emissioni di gas - serra, uso razionale delle acque, ecc.), unitamente alla necessità di tener presente le esigenze e le caratteristiche del sistema produttivo italiano. Si tratta, infatti, di adattare gli strumenti esistenti alle peculiarità produttive italiane.Ciò anche per valorizzare sul mercato internazionale alcuni importanti settori produttivi in cui il nostro paese ha nella produzione un ruolo di punta.
Il Comitato per l’Ecolabel e l’Ecoaudit ha recentemente approvato una bozza di regolamento sul Marchio ecologico nazionale che ha sottoposto alla valutazione del Ministero ambiente.
Tale proposta prevede per la concessione del Marchio ecologico nazionale la valutazione di una “dichiarazione ambientale di prodotto” (DAP) redatta dall’azienda interessata.
La dichiarazione ambientale di prodotto è una dichiarazione di tipo volontario sviluppata da un produttore, utilizzando uno strumento tipo LCA che quantifica gli impatti ambientali che i propri prodotti o servizi hanno durante il ciclo di vita. Tale dichiarazione è volontaria, può essere fatta, a prescindere dalla richiesta del Marchio ecologico nazionale, da tutte le aziende per ognuno dei propri prodotti.
La valutazione della DAP dovrebbe essere fatta in base alla definizione di un livello di eccellenza ambientale che deve essere raggiunto dal prodotto per l’ottenimento del Marchio ecologico nazionale. Secondo l’ipotesi di funzionamento del Marchio ecologico nazionale, il sistema può essere diviso schematicamente in due parti distinte ed autonome:
- la presentazione e la registrazione della dichiarazione ambientale.
- la fase di assegnazione del Marchio ecologico nazionale.
SI tratta cioè di un sistema volontario in cui tutte le aziende più attente ai temi ambientali possono produrre un DAP per alcuni o tutti i loro prodotti. Le aziende in grado di dimostrare prestazioni ambientali adeguate ai criteri di eccellenza definite dal sistema di marchio possono ottenere il Marchio ecologico nazionale.
Un sistema così fatto ha una buona elasticità, mentre da un lato attraverso la registrazione della DAP crea una base conoscitiva e un momento di informazione pubblica sugli impatti ambientali dei diversi prodotti che responsabilizza i consumatori ed i produttori, dall’altro lato, con il marchio, premia i migliori e traina il sistema verso un progressivo miglioramento.
La DAP potrebbe essere utilizzata anche in altri ambiti, come ad esempio per la predisposizione, la realizzazione e la verifica di ACCORDI DI PROGRAMMA con aziende, distretti o settori produttivi. L’adesione volontaria ad uno o più di questi strumenti potrebbe essere il riferimento principale per azioni come il “green public procurement”, o per l’applicazione di strumenti di fiscalità ambientale.










