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FALSI: MARCHI E BREVETTI PER BATTERE CONCORRENZA SLEALE
Su queste opportunità si è aperto a Prato il forum internazionale su "La proprietà intellettuale e la competitività delle pmi nel comparto tessile-abbigliamento nei paesi del bacino del Mediterraneo", organizzato da Ministero Attività Produttive, Organizzazione Mondiale Proprietà Intellettuale (OMPI) e Istituto per la Promozione Industriale (IPI) per fare il punto della situazione sulle forme salvaguardia della qualità delle produzioni e per la lotta alla contraffazione.
Al summit anche rappresentanti di Palestina e Israele accanto ad Algeria, Cipro, Egitto, Giordania, Libano, Malta, Marocco, Siria, Tunisia e Turchia.
Il tema è di spessore: le pmi reggono l'economia mondiale producendo il 90% del Pil e occupando il 70% della forza lavoro.
In tutta l'area euromediterranea la pole position spetta alle pmi del tessile-abbigliamento che solo in Europa nel 2002 hanno raggiunto 2 milioni di addetti, 177.000 aziende e un fatturato di 200 milioni mentre, nell'intero comparto manifatturiero italiano il tessile-abbigliamento incide del 10,2% sui fatturati, del 10,6% sulle esportazioni, e del 14,2% sull'occupazione nazionale (dove solo Prato rappresenta l'83,8% degli addetti).
Prato, con 5.050 milioni di euro fatturati nel 2002, quasi 2.885 milioni di export e un saldo commerciale pari a 2.025 milioni, "rappresenta la sintesi perfetta di un sistema di pmi tessili innovative ha sottolineato Maria Agrà, direttore dell'Ufficio Brevetti che ha portato i saluti del ministro Marzano - che hanno bisogno di nuovi strumenti a difesa dei prodotti e delle idee".
Ancora troppo rari restano infatti gli esempi di eccellenza di aziende tessili che si sono imposte attraverso un marchio - come Tessilform, collezioni Patrizia Pepe, una pmi che oggi fattura 50 milioni - mentre sul fronte della tutela dei disegni una strategia da diffondere è quella lanciata dall'Associazione italiana disegnatori tessili, intervenuta al convegno con il presidente Fulvio Alvisi, che fin dal '99 ha ideato il primo contratto di cessione dei diritti sui disegni, oggi utilizzato nel 20% delle transazioni, e dal 2001 gestisce il marchio Seri.Co, utilizzato da oltre 60 aziende del distretto di Como.










