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Prato, verso un nuovo centro di arte contemporanea


Lo scopo di questa iniziativa è l’ampliamento della struttura museale per ospitare la Collezione Permanente, oltre 500 opere che testimoniano la storia espositiva e documentano le più importanti ricerche artistiche dal dopoguerra ad oggi.

Questa collezione è ospitata dal 1998, per volontà della famiglia Pecci e dell’Amministrazione Comunale di Prato, nell’attuale spazio sotto l’Art Hotel, separato dal corpo museale da una distanza di circa 300 metri. 

In occasione della riapertura del Centro tale spazio è stato ripensato e ristrutturato per ospitare la mostra Opere Storiche ed a questo è stato aggiunto un altro ambiente più piccolo, sotto il teatro, dedicato alla seconda esposizione della Collezione Artisti Toscani.

Questa nuova presentazione, sebbene limitata numericamente nella scelta delle opere proprio per la ristrettezza dello spazio disponibile, permette di apprezzare la grandissima qualità dei lavori in mostra e ancora una volta conferma l’importanza della Collezione Permanente.

Ora il Centro intende incrementare il programma di acquisizioni affiancando al percorso tracciato dalle precedenti direzioni una linea di attenzione verso gli artisti e ai movimenti toscani per legare maggiormente la Collezione al territorio.

Il tema del futuro del Pecci è stato al centro di due giornate di convegno che si sono svolte  il 28 e 29 novembre e che hanno visto la partecipazione di artisti, architetti, esponenti del mondo politico pratese, imprenditori.

Un dibattito che è il primo passo per il varo del bando di concorso e che non può non coinvolgere la realtà urbanistica dell’intera area su cui sorge il Centro di Arte Contemporanea, nei pressi di uno dei nodi viari più importanti della città.

Inoltre va considerata la natura già complessa del C.Arte Pecci che, fin dalla sua origine, non è stato soltanto destinato all’esposizione di arte contemporanea, ma anche ad accogliere una biblioteca, un auditorium, un teatro all’aperto e un ristorante.

All’interno del futuro centro poi potrebbe essere ospitata la nuova sede dell’Archivio Fotografico Toscano, costituito alla fine degli anni settanta per iniziativa del Comune di Prato e dotato di una pregevole collezione.
Questa complessità fa si che se il Centro venisse completato con nuovi spazi museali, che non erano stati previsti, e nello stesso tempo si confermasse la sua poliedricità, potrebbe pretendere a occupare una posizione chiave nel sistema delle istituzioni culturali italiane.

Questo potrebbe significare un C.Arte Pecci più ricco e in grado di diventare un punto di riferimento non solo per l’area Prato – Firenze - Pistoia ma per tutta l’Italia Centrale.

 “ I nuovi spazi per rendere la Collezione Permanente per renderla finalmente visibile in modo adeguato – ha detto Daniel Soutif, Direttore del C.Arte Pecci – sarebbero  non solo un patrimonio fondamentale da parte della Toscana, ma di tutti i fruitori d’arte, italiani e no”.


 



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