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Finanza e tecnologie:
Gli investimenti in tecnologie delle aziende non decollano a causa dei responsabili finanziari che, troppo frequentemente, conoscono poco la materia. E’ quando si evince da una ricerca condotta dalla multinazionale Unisys, su un campione di 210 CIO (Chief Information Officer) e CFO (Chief Financial Officer) di Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia, Spagna, Portogallo e Paesi Bassi, tutti appartenenti a organizzazioni con almeno 500 dipendenti.
Il 64% dei CFO europei ha ammesso di non essere pienamente consapevole dei vantaggi commerciali o dei potenziali costi nascosti dei progetti informatici intrapresi dalle loro organizzazioni. Non solo: oltre il 40% dei CFO non sa nemmeno come e dove reperire le informazioni necessarie per determinare il valore e l’impatto complessivo dell’informatica sulla loro attività.
I dati italiani non sono stati comunicati perchè l'azienda ha ritenuto il campione troppo scarsamente significativ: risulta, però, che la situazione sul nostro mercato è peggiore che negli altri, e questo può essere messo in relazione con la scarsità di investimenti IT in Italia in rapporto al Pil.
L’indagine, che ha analizzato le questioni che si presentano più frequentemente ai CFO e ai CIO chiamati a valutare l’impatto degli investimenti tecnologici sull’attività, rivela che oltre la metà (57%) delle decisioni strategiche riguardanti gli acquisti informatici non è frutto di una proposta collegiale. In questi casi, il 49% dei responsabili degli acquisti informatici non è nemmeno tenuto a riferire al proprio CFO i dettagli delle spese: non sorprende quindi che oltre un quarto dei CFO europei ritenga di dover partecipare più attivamente alle decisioni in questo campo.
Secondo i curatori della ricerca, per apprezzare il valore aggiunto rappresentato dalle tecnologie informatiche i CFO dovrebbero collaborare più strettamente con i CIO, in modo da poter meglio valutare la spesa tecnologica e da conoscere adeguatamente questioni come la gestione delle risorse, i costi di sviluppo e verifica o la programmazione dei progetti informatici.
Il che non significa necessariamente aumentare i costi legati all’IT: cooperando con i responsabili informatici, i “finanziari” possono avere una visione più completa delle modalità di attuazione e delle motivazioni alla base di un investimento informatico, e sapere quando è il momento più adatto per realizzarlo.
In particolare, sulla base delle conclusioni dell’indagine, Unisys ha elaborato un "decalogo" che i CFO dovrebbero porre ai propri CIO per riuscire a comprendere la strategia e l’ambiente informatico:
1. Quali sono i costi annuali in hardware, software, supporto e manutenzione del sistema informatico?
2. In che modo affrontiamo le mutevoli esigenze dei carichi di lavoro e le necessità commerciali in evoluzione?
3. Cosa viene ritenuto di ‘rilevanza cruciale’?
4. Qual è la spesa annuale per superfici coperte, connessioni di rete e di archiviazione?
5. È stato consultato un fornitore circa il consolidamento, oppure si è richiesto un workshop in loco per determinare l’impatto potenziale della nuova infrastruttura informatica?
6. Quanti server possediamo e qual è il loro tasso di crescita previsto nel corso dei prossimi 3 anni?
7. Qual è il loro utilizzo medio nell’arco di un periodo di 7 giorni per ventiquattr’ore al giorno?
8. Quale percentuale dei nostri server o sistemi possiede un’adeguata continuità commerciale?
9. Tali server e sistemi sono in grado di soddisfare i loro attuali contratti del livello di assistenza e di garantire il servizio in caso di grave blocco?
10. Sono state ottemperate le disposizioni riguardanti l’informatica – incluso il backup e l’archiviazione?










