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"Spamming" nel mirino del Garante
Senza maggiore chiarezza sull'interpretazione delle severe disposizioni legislative c'è il rischio di blocco delle attività commerciali su Internet.
In particolare appare controversa la disciplina dell'email marketing di tipo B2B.
"Inviare email pubblicitarie senza il consenso del destinatario è vietato dalla legge", ha affermato il Garante in un comunicato diffuso recentemente.
"Se questa attività, specie se sistematica, è effettuata a fini di profitto si viola anche una norma penale e il fatto può essere denunciato all'autorità giudiziaria. Sono previste varie sanzioni fino alla reclusione".
Nella nota si legge che riveste rilevanza penale "l'invio massiccio ed indiscriminato di messaggi pubblicitari non richiesti".
Non dovrebbe invece avere problemi quell'azienda che invia ad un'altra azienda o ad un limitato numero di aziende una proposta commerciale via email utilizzando indirizzi reperiti online. Ma su questo rimangono alcune incertezze. Sembra però di percepire nel Garante una volontà di tolleranza verso le Pmi, che svolgano attività di eMailing B2B in maniera "discreta", rispettando le condizioni specificate sul sito del garante.
Le aziende italiane pronte ad adeguarsi alle nuove disposizioni dal 1 gennaio 2004, secondo un'indagine Assintel che verrà presentata a Roma il 29 ottobre sono ancora poche: il 10% si ritiene già pronto, un altro 10% si adeguerà in tempi stretti ma non in tempo per la scadenza, il 41% sarà pronto per il 1 gennaio e rimane un 39% che dichiara di non conoscere ancora le novità.










