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formazione: bilancio e nuove proposte


Aumentano i partecipanti e i corsi di formazione tenuti dall’ Unione Industriale nel corso del 2004.

 “Un bilancio positivo – ha sottolineato Luca Giovannelli vice presidente dell’ Unione con delega alla formazione –  direttamente collegato alla ripresa vissuta dal distretto”.

Aumenta l’interesse soprattutto sui corsi qualitativi, capaci di dare una risposta concreta ai problemi. In calo, invece, la richiesta di formazione di base, soprattutto nel campo dell’ informatica dove  le nuove generazioni che entrano in azienda hanno  già una buona familiarità con questi strumenti.

I corsi realizzati lo scorso anno sono stati 39 per un numero complessivo di 780 utenti e 427 aziende coinvolte, nel 2003 le imprese erano 327 e le adesioni 327.

“Si è riscontrato – ha sottolineato Leandro di Bene dell’ ufficio formazione – un interesse soprattutto per tematiche legate ai problemi di credito e al controllo dei costi e alla risorse umane”.

In particolare i corsi che hanno trattato del problema della sicurezza (legge 623/94) sono stati 15 per un totale di 325 partecipanti, tre corsi per addetti alla squadra antincendio, 6 per conducenti di carrelli elevatori, 4 per addetti alla squadra di pronto soccorso, 2 per rappresentati lavoratori sicurezza.

Nell’ anno precedente  i corsi realizzati sono stati dieci e hanno coinvolto 254 persone.

L’attività rivolta ai professionisti ha coinvolto 326 fra geometri, architetti e ingegneri per un totale di quattro corsi. In totale il settore sicurezza ambiente ha coinvolto 561 imprese.

Stabile invece l’interesse per l’aggiornamento fiscale con 113 adesioni, pari a quelle del 2003.

“Partendo proprio dalle esigenze sempre più mirate delle aziende – ha sottolineato Giovanelli – abbiamo realizzato per il 2005 un programma di corsi estremamente mirato, cercando di offrire strumenti per affrontare i problemi.

”In quest’ottica sono stati progettati il corso per i trattamenti in capo e i prodotti ausiliari quello di international management competecens (in lingua inglese) per comunicare efficientemente con i clienti di altre culture e quello per gestire le problematiche per l’impiego del tessuto in confezione, con l’obiettivo di aiutare ad allungare la filiera tessile, tema molto caro all’ Unione Industriale.

 




 



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