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recupero Irap
L'Irap viola il divieto dell'UE di introdurre imposte sulla cifra d'affari? La risposta verrà dalla Corte di Giustizia Europea, che è stata investita della questione. Ma l'eventuale pronuncia di illegittimità potrebbe avere effetto solo per chi abbia già presentato ricorso. Per questo la CNA di Prato,supporta le aziende che vogliano tutelarsi dal rischio di esser escluse dall'eventuale rimborso dell'Irap già versata.
La Corte di Giustizia Europea è stata chiamata a pronunciarsi sulla compatibilità dell'Irap con la Sesta Direttiva IVA (art. 33, Direttiva n. 77/388 CEE) che vieta agli Stati membri la possibilità di introdurre "qualsiasi imposta, diritto e tassa che abbia il carattere d'imposta sulla cifra d'affari" al pari dell'IVA.
Il problema di compatibilità con la normativa comunitaria è stato sollevato alla Corte dalla Commissione Tributaria di Cremona, sul presupposto che l'IRAP ha, nella sostanza, le caratteristiche di un'imposta sulla cifra d'affari in quanto colpisce il valore aggiunto globale annuo della produzione di beni e servizi.
Il servizio legale della Commissione Europea ha condiviso l'impostazione del giudice italiano concludendo per l'illegittimità dell' IRAP. Il parere della Commissione Europea non è tuttavia vincolante per la Corte di Giustizia.
L'esito del contenzioso in atto appare incerto, sia per le difficoltà interpretative connesse alla sua soluzione, che per le pesanti conseguenze che la dichiarazione di non conformità dell'IRAP alle norme europee eserciterebbe sulle finanze pubbliche italiane.
Per di più, "la Corte di Giustizia- spiega il direttore della CNA, Fabio Mazzanti- anche qualora optasse per l'illegittimità dell'IRAP, potrebbe limitare gli effetti nel tempo della propria sentenza, riservando il rimborso dell'imposta soltanto a coloro che abbiano già chiesto il rimborso o, addirittura, avviato l'azione giurisdizionale. Per questo motivo noi abbiamo già iniziato a muoverci prendendo contatti con le aziende interessate".
"Noi- continua Mazzanti- vogliamo aggregare le imprese per creare una pressione politica mostrando che oltre alle varie istanze c'è una protesta di massa che coinvolge circa 2000 imprese".
Dando un'occhiata ai dati rilevati dalla CNA, attraverso un'indagine analitica su 13 aziende, possiamo capire il peso che l'Irap ha sulla loro attività.
"Un'azienda tessile senza dipendenti- mostra Mazzanti -dal 2001 al 2004 ha pagato 6.911 euro, un'azienda edile con dipendenti 16.207 euro, fino ad arrivare ad una parrucchiera senza dipendenti che ha pagato 1977 euro. Questo epsprime chiaramente il peso che l'Irap ha sulle attività delle varie aziende".
Coloro che volessero presentare ricorso possono rivolgersi al CNA, che si occuperà di fare un'analisi dell'azienda, di comunicarle quanto ha pagato di IRAP e provvederà a preparare l'istanza.










