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e-gov: legge regionale e software libero


“La  legge della Regione Toscana non prevede alcun incentivo per coloro che lasceranno software proprietari per software invece liberi od open-source, nella pubblica amministrazione. Tanto meno dà prescrizioni in questo senso”.

E’ la risposta dell’assessore al sistema informativo della Regione Toscana, Carla Guidi, ai dubbi e ai timori che il ministro all’innovazione Stanca ha manifestato rispondendo alla Camera ad un’interrogazione a proposito della legge regionale.
 
“La nostra legge sulla società dell’informazione e della conoscenza approvata a fine gennaio - prosegue l’assessore -  non opera contro un’azienda favorendone un‘altra, come ho avuto modo di dire più volte. Sbaglia dunque il ministro quando pensa che se, non rettamente interpretata, la nostra legge sull’e-government possa incidere sulla par condicio dei mercati.

Non è una legge prescrittiva come non è prescrittiva la direttiva del ministro Stanca. Ed opera con lo stesso fine di promuovere il pluralismo del software nella pubblica amministrazione”. 

Favorire l’uso dell’open source vuol dire però anche organizzare una campagna di informazione per far conoscere ad una platea più ampia possibile i vantaggi, in termini economici e di funzionalità, dei programmi a codice aperto. 

Del resto è stata la stessa Unione europea, nel Consiglio europeo di Siviglia, ad emanare una prima raccomandazione di massima in cui consigliava ai paesi membri un maggior utilizzo nei progetti pubblici di e-government di software e soluzioni open-source”.




 



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