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Carmignano: la qualità a prezzo equo


E' toscano uno dei due vini ritenuti i migliori in assoluto dalla stessa Guida con una votazione di 20 su 20: si tratta del il Caberlot Il Carnasciale 2000 prodotto a Mercatale Valdarno, frazione di Bucine (Arezzo) che ha diviso l' ex aequo con il piemontese Barolo Ciabot Mentin Ginestra 1999. Il vino toscano, solo 1600 bottiglie magnum, costa al pubblico la bellezza di circa 150 euro, il Barolo sui 50. Alle spalle dei due migliori, secondi a pari merito ben sei vini col punteggio di 19,5, fra i quali il toscano Redigaffi di Tua Rita, un merlot prodotto in 5500 bottiglie a Suvereto (Livorno), e venduto fra i 120 ed i 140 euro. Un bel 19 anche per il Brunello di Montalcino Cerretalto del '97 (circa 100 euro), per il Messoro 2000 delle Macchiole di Bolgheri (Livorno), un merlot da circa 130-140 euro, e per il Carmignano di Silvia Vannucci riserva Piaggia di Poggio a Caiano (Prato) al ben piu' accessibile prezzo di circa 30 euro.

Bere le stelle di Toscana, e d' Italia, costa a volte una fortuna, ma non sempre è necessario disporre di un capitale per bere bene. E fra i 59 vini premiati dalla guida dell' Espresso ve ne sono di ottimi a prezzi ragionevoli, che la stessa guida evidenzia proprio per il loro rapporto prezzo-qualità , come, appunto il Piaggia 2000. Ma vi sono sicure segnalazioni anche a partire da prezzi sotto i 10 euro.

Il primato della Toscana è ampiamente riconosciuto dai compilatori della Guida, rilevando che la Toscana è una regione sempre più ricca ed articolata sotto il profilo qualitativo con l'estensione dai territori classici, Chianti Classico, Montalcino, Montepulciano, ma anche Rufina, Colli Fiorentini, Carmignano, Val d' Orcia per fare alcuni esempi, alle zone costiere e costiero-collinari come la Val di Cornia, la Maremma livornese e quella grossetana, ma anche nel Pisano e in Lucchesia. Ma, rileva la Guida dell' Espresso, questo fermento crea si qualità  ma accentua la confusione stilistica già esistente.

La Toscana è oggi un campo sperimentale di una miriade di vitigni (vedi il boom del Syrah) e di molte tecniche di cantina di avanguardia ma, nota la guida coordinata da Enzo Vizzari, "c'è un inquietante logica industriale, e non autenticamente agricola, dietro a questo scenario. Si vogliono risultati immediati che mal si addicono ai tempi delle vigne e si perde di vista il lavoro assiduo ma inevitabilmente più lento sul territorio e sulla caratterizzazione dei vini".



 



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