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L’agroalimentare si fa in tre
Sono tre i prodotti coltivati nelle terre della provincia di Prato che sono entrati a far parte dell’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali stilato dalla Regione Toscana in collaborazione con Arsia, agenzia regionale per lo sviluppo e l’innovazione nel settore agricolo-forestale.
Tre prodotti della terra da considerare vere primizie, che si attengono a precisi criteri di selezione e lavorazione per ricevere il riconoscimento e l’inserimento nell’elenco regionale che conta, ad oggi, circa 400 prodotti di tutta la regione.
Farina di castagne, fichi di Carmignano e il fico dottato sono i tre prodotti inseriti nella lista. La farina, nei canoni di tradizionalità da rispettare, è legata alle caratteristiche organolettiche delle castagne determinate dalle cultivar locali. A questo si aggiunge la tecnica di essiccazione (esclusivamente nei caratteristici metati su cannicci di legno) fino ad arrivare alla molitura con macine in pietra. Un prodotto del bosco celebrato nei mesi autunnali con feste e sagre.
Anche per i fichi di Carmignano viene rispettato un iter di lavorazione ed essiccazione molto complesso, che vede protagonista un’unica azienda in tutto il territorio di Carmignano. La particolare aromatizzazione e i materiali rustici utilizzati nella lavorazione contribuiscono a completare le qualità organolettiche del fico di Carmignano, una lavorazione che segue un processo di antica origine.
E per finire il fico dottato, completa il quadro dei prodotti agroalimentari tipici della provincia di Prato. La qualità è la stessa dei fichi di Carmignano che, anziché seguire i processi di essiccazione, vengono utilizzati freschi accompagnati da salumi, oppure seguono il processo di essiccazione per essere utilizzati nella preparazione delle “picce”: il fico secco farcito con il gheriglio della noce e poi richiuso. Il fico dottato è una cultivar autoctona toscana.










